Liceo Scientifico

Galileo Galilei - Siena

 

“UN GRANDE UOMO GALILEO GALILEI”

 

Un viaggio alla scoperta della denominazione del nostro Liceo attraverso una sintesi biografica sullo scienziato e il suo soggiorno senese

 

Il nostro “Galilei”….nato nel 1940 in via del Casato, si è trasferito nel 1967 in via C. Battisti dove ancora oggi siamo ospitati per buona parte delle giornate dell’anno scolastico. Qui trascorriamo molto tempo, alcuni di noi conoscono perfino gli angoli più nascosti dei corridoi come le proprie tasche, ma chissà se qualcuno si è mai soffermato a chiedersi per quale motivo il nostro istituto ha questo nome e chi era Galileo Galilei? Io questa domanda me la sono posta ed ho fatto delle ricerche iniziando “ab ovo”.

Galileo nacque a Pisa il 15 Febbraio del 1564. Seguendo il desiderio del padre, si iscrisse all’Università per studiare medicina, ma la sua passione per la fisica e per la matematica lo spinsero a formulare numerose teorie che riuscì ben presto a dimostrare. Fu un uomo di grande ingegno, inventò la bilancia idrostatica e il termoscopio (un primitivo termometro), si interessò all’isocronismo del pendolo, ai corpi in caduta ed espose le sue scoperte nei numerosi libri che scrisse. Trasferitosi poi a Padova si appassionò all’osservazione del cielo, avvicinandosi alla teoria eliocentrica o copernicana. Decisione che, in un’epoca ancora troppo controllata dal potere del Papato attraverso l’Inquisizione e legata alla concezione geocentrica, gli causò numerose denunce per eresia che lo costrinsero prima all’esilio e poi, il 22 giugno 1633, all’abiura e che lo frenarono nel “ricercare la verità”.

Galileo, condannato così dal Tribunale dell’Inquisizione, fu esiliato ed ospitato anche a Siena, nell’attuale Palazzo delle Papesse, dall’arcivescovo Ascanio Piccolomini. Il suo soggiorno nella nostra città fu breve, dal 9 luglio al 1 dicembre, ma importante per le sue ricerche. Il teofilo Gallaccini nella sua opera “Monade Celeste”, oggi conservata nella Biblioteca degli Intronati di Siena, ricorda le sei osservazioni telescopiche della Luna effettuate dalla loggia del palazzo delle Papesse nel mese di agosto. Facendo uso del telescopio il grande scienziato scoprì che questo satellite non era perfetto né sferico come si credeva anzi, al contrario, vide che la sua superficie aveva montagne  e crateri.

La permanenza a Siena fu proficua anche sotto il profilo delle dimostrazioni e speculazioni fisiche.

“In Siena composi un trattato di argomento nuovo, in materia di meccaniche, pieno di molte speculazioni curiose et utili”, scriveva Galileo in una lettera indirizzata all’amico Elia Diodati. Il libro al quale faceva riferimento era quello dei “Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze” pubblicato in Olanda nel 1638 per sfuggire alla censura del Tribunale dell’Inquisizione. Un testo in cui Galilei perfezionò gli studi sui principi della meccanica e che, in seguito, fu utile a Newton per formulare la sua legge della gravitazione universale.

Al momento della sua partenza molti senesi ne furono dispiaciuti e soprattutto il Piccolomini che lo aveva ospitato e protetto, proprio perché era convinto che Galileo non era un “rivoluzionario”, bensì un uomo desideroso di scoprire le verità sui fenomeni che ci circondano.    

 

…….Veniamo però ad oggi e a noi…….
 

Negli anni ’40, anno della fondazione del Liceo, anche il Preside Mancini sembrò trovarsi d’accordo con l’Arcivescovo senese. Dai verbali del Consiglio dei Professori di fine 1944 risulta,  infatti, che egli aveva espresso l’intenzione di dedicare da sempre l’Istituto “al nome immortale di Galileo". Il suo desiderio, sostenuto dal fatto che in quell’anno ricorreva il terzo centenario della morte dello scienziato, si realizzò dopo un anno e nel novembre del ’45 il Ministero dette l’autorizzazione e il Liceo divenne “il Galilei”.

Probabilmente il messaggio che è stato lanciato a noi giovani è quello di prendere a modello questo grande scienziato, vissuto, forse, in un’epoca sbagliata per il suo grande ingegno, ma comunque apprezzato dai suoi contemporanei e non solo…

Chiudo questo articolo con questa lettera di Luca Holste, scritta a pochi giorni dalla morte di Galileo avvenuta ad Arcetri il 9 gennaio 1642. Lascio a voi lettori il compito di rifletterci.

“Oggi poi si è aggiunta anco la nuova della perdita del Signor Galilei, che già non riguarda solamente Firenze, ma il mondo universo e tutto il secolo nostro, che da questo divin uomo ha ricevuto più splendore che quasi da tutto il resto de’ filosofi ordinarii. Ora, cessata l’invidia, si comincerà a conoscer la sublimità di quell’ingegno, che a tutta la posterità servirà per scorta nel ricercare il vero, tanto astruso e seppellito tra il buio delle opinioni.”       

 

Per approfondimenti è disponibile un testo nella Biblioteca Scolastica:

Paolo Leoncini-“Ricordando gli anni ormai lontani di Via del Casato”-Ed.Nuova Immagine Siena, 2006

 

                                                                                                          Carlotta Bracciali

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