Atlante del '900 letterario

Pendulum

CICERO

METAMORFOSI IN LETTORE

Progetti Europei

Informazioni

CIAK SI GIRA!

In evidenza

FCE

Dal libro di Paolo Leoncini,

 

Ricordando gli anni ormai lontani di Via del Casato

 
Il Liceo Scientifico di Siena "G. Galilei" di Siena
(1940 - 1967)
 
Verso la fine del 1939 sulla cronaca senese de "Il Telegrafo" appare un corsivo in cui si dà per imminente l'istituzione di un Liceo Scientifico a Siena. E' un annuncio importante perchè la nuova scuola rimedia ad una mancanza che per primo Federico Vegni, Preside dell'Istituto Tecnico, aveva più volte segnalato ed apre una nuova opportunità per gli studenti senesi anche in considerazione della presenza di diverse facoltà scientifiche nell'Ateneo cittadino; la nuova scuola andrà ad aggiungersi al Regio Liceo, all'Istituto Provinciale delle Belle Arti, alla Scuola Professionale (queste scuole funzionano già dal secolo precedente) oltre che all'Istituto Magistrale ed all’Istituto Tecnico (di istituzione più recente).
Occorrerà attendere agosto per la comunicazione ufficiale. La sede è già disponibile, un palazzo nel Casato di Sotto appena liberato dall'Opera Nazionale Balilla, e l'Amministrazione Provinciale, che gran parte di merito ha avuto nell'ottenere la nuova scuola, procede in fretta ai necessari lavori che permetteranno di disporre di "un ambiente luminoso, ampio, attrezzato secondo criteri moderni e perfettamente adatto allo scopo". In realtà la sistemazione non sarà, come vedremo, così brillante come promesso.
A settembre i giornali tornano sull'argomento per ricordare che il Liceo Scientifico deve servire anche ad evitare l'affollarsi di studenti al Liceo Classico ed in seguito alla facoltà di Giurisprudenza; insomma meno avvocati e più laureati in professioni a carattere tecnico "per le necessità della vita e del lavoro di domani".
Ad ottobre presso l'Istituto Magistrale vengono raccolte le iscrizioni, grazie al Preside Tullio Mancini, a novembre ci sono gli esami di ammissione e a dicembre la scuola è in qualche modo funzionante; il primo impegno, l'otto dicembre, è la commemorazione di Balilla.
Da subito si pone il problema sul personaggio cui intitolare la scuola e le prime proposte delle Autorità del tempo sono i nomi di Italo Balbo e Michele Bianchi; dirà più tardi il Preside che "non sembrandogli opportuno di legare il nome dell'Istituto alle alterne vicende politiche del Paese" gli era sembrato saggio prendere tempo "interpretando con ciò il pensiero della maggior parte degli insegnanti, anche se non esplicitamente manifestato". Nel 1942 la questione viene riproposta dall'Amministrazione Provinciale con un suggerimento più ragionevole, quello di onorare un personaggio che avesse illustrato nella storia e nella cultura la città di Siena; la risposta del Consiglio dei professori è Pier Andrea Mattioli ma in pratica non accade ancora niente. 
Per l'appunto nel gennaio 1942 un po' in tutte le città italiane, viene dato grandissimo risalto al terzo centenario della morte di Galileo; a Siena viene addirittura apposta la lapide, ancora oggi visibile, nel cortile dell'Università ed il Provveditore agli Studi, dopo aver ricordato il soggiorno senese dello scienziato presso il cardinale Piccolomini nel 1633, auspica "la vigilante presenza dello spirito di Galileo sulle sorti della patria" inneggiando alla certezza della vittoria. Le celebrazioni si ripetono nelle varie scuole, in particolare al Liceo Classico, con una giusta solennità, dunque non è casuale che il Preside, nei verbali del Consiglio dei professori di fine 1944, scriva che la sua vera intenzione era da sempre quella di dedicare l'Istituto "al nome immortale di Galileo [...] a cui gloria supera ogni limite di tempo e di spazio"; nell'occasione egli ricorda anche il periodo senese di Galileo "dopo la condanna del Santo Uffizio" in un momento doloroso della sua vita.
Ci vuole ancora un anno perchè il desiderio del Preside divenga realtà; nel novembre del 1945 anche il Ministero dà il parere favorevole e finalmente il Liceo Scientifico diventa " il Galilei" ad onore di un uomo che segna "l'inizio della scienza moderna ed afferma di fronte al mondo la luce del Genio d'Italia". Ad ulteriore conferma che niente fu facile per Mancini, anche questa scelta abbastanza naturale, magari non originalissima (in Italia vi sono oggi una quarantina di Licei Scientifici con questo nome), richiese dunque pazienza e costanza.